La Fap Acli provinciale ha partecipato ufficialmente alla consultazione sul nuovo Piano sociale e sanitario integrato che per l’area della Usl Toscana Centro si è tenuta martedì 15 ottobre all’auditorium di Careggi (Cto).

Nel corso dei lavori della giornata del 15 è scaturito che con questo Piano (Pssir l’acronimo) la Regione fisserà gli obiettivi per i prossimi anni delle politiche sanitarie e sociali e i criteri con cui organizzare i vari servizi: un atto di programmazione importante, per rispondere ai bisogni delle persone. L’assessore regionale al diritto alla salute, Simone Bezzini ha parlato di “un lavoro che stiamo conducendo in maniera integrata e in un’ottica ‘one health’, così da rispondere alle sfide, sempre più complesse, che i sistemi sanitari pubblici si troveranno ad affrontare da qui al prossimo futuro”. “Saranno tre giornate di condivisione ed ascolto (una seconda sarà a Pisa, la terza a Siena) – ha spiegato -, dalle quali il nostro sistema sanitario regionale uscirà sicuramente più resiliente e ancora più attento ai bisogni delle persone.

In una fase complessa come quella attuale, la partecipazione diventa un elemento essenziale per proiettare i servizi sanitari e socio sanitari nel futuro. Ci auguriamo che il maggior numero di persone raccolga l’invito a partecipare”.

E l’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli ha parlato di “impegno nel solco dell’innovazione prevista dalla riforma dell’assistenza territoriale, con le Case della comunità, i Punti unici di accesso, il rafforzamento della continuità tra ospedale e territorio, come luoghi di una sempre maggiore capacità di integrazione sociosanitaria, di prossimità e trasversalità dei percorsi, di centralità della persona”.

E’ n questa direzione – aggiunge – che si colloca il nuovo piano, che per definire una prospettiva in grado di prendersi cura di bisogni sempre più complessi ha bisogno del confronto e della partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel sistema e di chi vive e opera sui territori”.

Nel suo intervento, la Fap Acli di Firenze, ha presentato un documento (che riportiamo in altra parte di questo sito) in cui si rileva che l’innalzamento dell’aspettativa di vita deve essere in ogni caso un dato positivo ma dobbiamo attrezzarci per dare risposte efficaci e rapide ai problemi della cronicità, della non autosufficienza, delle difficoltà sociali di anziani fisicamente ed economicamente fragili che inevitabilmente cresceranno.

Nel dare atto che la Regione si sta muovendo in questa direzione e nel rilevare che il sistema sanitario pubblico deve essere in grado di rispondere con tempestività ad ogni bisogno, ferma restando, ovviamente, l’attenzione sull’appropriatezza, il relatore della Fap Acli fiorentina ha chiesto, anzitutto, un forte abbattimento delle liste di attesa in tempi molto brevi.

Inoltre ha invitato la Regione a far proseguire a ogni età gli screening oncologici che vengono interrotti a una determinata età. Poi, oltre agli aspetti strettamente sanitari, ha detto ancora il relatore della Fap Acli fiorentina “noi riteniamo che ci si debbano ampliare gli interventi dell’infermiere di famiglia, istituto molto utile sia sul versante sanitario ma anche per gli aspetti sociali” e che si debbano prevedere incentivi economici anche per il ricorso alle badanti (con specifici corsi di formazione) affinché il ricovero nelle Rsa sia solo l’ultima chance e l’anziano possa vivere il più a lungo possibile nel proprio domicilio”.

E’ stato richiesto di monitorare la situazione di anziani che rinunciano a curarsi. In base alle statistiche, fortunatamente la Toscana è fra le Regioni con percentuale più bassa di questa tipologia, ma anche da noi sono un numero significativo.

Infine, per ultimo, è stato chiesto di rivedere al rialzo i parametri dei limiti di reddito e chiedere allo Stato di prendere in considerazione la situazione di persone incapienti che non possono detrarre spese sanitarie di una certa consistenza.