L’invecchiamento attivo è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano”.

Molti studi testimoniano il legame positivo tra l’invecchiare in maniera attiva e i benefici sulla salute fisica e psicologica, inclusa la percezione di una maggiore qualità e soddisfazione della vita. Da qui l’importanza di attivarsi in uno o più ambiti della sfera sociale (relazioni sociali, educazione permanente, ecc.) o anche personale (attività del tempo libero, hobby, turismo, giardinaggio, musica, ecc.), scegliendo liberamente l’attività o le attività nelle quali impegnarsi, a seconda delle proprie motivazioni.

A questo punto però dovremmo vedere la crescita di forme di sostegno alle Politiche di invecchiamento attivo attraverso la concessione di bonus per partecipazione ad attività sportive o ricreative o almeno alla possibilità di detrazioni fiscali o deduzioni fiscali delle spese sostenute.

Invece anche nell’ultima manovra economica, in mezzo a una selva di bonus o di facilitazioni non troviamo niente di significativo su questo versante.

Come esiste la card cultura, potremmo attuare anche una card per attività del tempo libero per anziani, almeno per quelli a basso reddito.

Eppure il concetto di invecchiamento attivo è da molti anni in agenda a livello europeo, promosso da una molteplicità di documenti ed iniziative tra le quali, a titolo esemplificativo:  il Piano di Azione Internazionale di Madrid sull’Invecchiamento (MIPAA) delle Nazioni Unite, adottato dalla Seconda Assemblea Mondiale sull’Invecchiamento di Madrid nel 2002; la creazione del Partenariato Europeo per l’Innovazione sull’Invecchiamento Attivo e in Buona Salute (EIPAHA) nel 2011; la designazione del 2012 come anno europeo dell’invecchiamento attivo; lo sviluppo e il lancio, nello stesso anno, dell’Indice di Invecchiamento Attivo, voluto da Commissione Europea.

Anche a livello nazionale dal 2019 esiste un coordinamento partecipato multilivello delle politiche sull’invecchiamento attivo con un accordo di collaborazione fra il Dipartimento per le politiche della famiglia e l’Istituto Nazionale Riposo e Cura per Anziani (IRCCS INRCA). Le attività coinvolgono tutti i rilevanti stakeholder (regioni, ministeri, società civile, ricerca, ecc.) ai vari livelli nazionale, regionale e locale, per realizzare in maniera partecipata, attraverso un processo co-decisionale, un modello di interventi e “buone politiche” in materia di invecchiamento attivo.