La stagione di Rifredi si inaugura il 22 novembre con la prima nazionale di A.K.A.

Also Known As del giovane drammaturgo argentino/spagnolo Daniel J. Meyer ( fino

al 1° dicembre) con Vieri Raddi diretto da Angelo Savelli, che ha da poco festeggiato

50 anni di palcoscenico. Lo spettacolo prodotto dal Teatro della Toscana, con il contributo

di Gobierno de España Ministerio de Cultura INAEM.

Si raccontano le dolorose vicissitudini di un tranquillo adolescente di origini straniere che

si trova ad affermare il proprio desiderio di integrazione in una società minata dalla

xenofobia. Si inserisce nel più vasto progetto di scoperta e promozione della nuova

drammaturgia internazionale che si tiene presso il Teatro di Rifredi già dal 2018.

Nel 2024 ricorre il 40esimo anniversario della scomparsa di Eduardo De Filippo, uno dei

padri della drammaturgia italiana. All’anima di Napoli, alle sue contraddizioni, speranze e

anche amarezze, il Teatro di Rifredi dedica tre spettacoli. Natale in casa Cupiello di

Eduardo viene reinventato come spettacolo “per attore cum figuris” nella versione

di Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia, regia di Lello Serao, Premio Hystrio

Twister 2024 (27 – 29 dicembre). Anna Cappelli di Annibale Ruccello, con la regia di

Claudio Tolcachir, con Valentina Picello (17, 18 gennaio), porta in scena il ritratto di

una donna del Sud, in un crescendo di tensione emotiva che svela a sua volta le

contraddizioni della società contemporanea. Fútbol di Osvaldo Soriano, con Peppe

Servillo e Cristiano Califano alla chitarra (6, 7 febbraio), una lettura intervallata da

canzoni che racconta il calcio attraverso storie di vita, d’amore, di gioie, delusioni e

dissapori.

La drammaturgia contemporanea continua con Wonder Woman di Antonio Latella,

Federico Bellini, con Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara

Ferrara, Beatrice Verzotti (15, 16 maggio), in un confronto serrato con il mito dell’eroina

contemporanea, decostruendo stereotipi e aspettative di genere. L’ispirazione viene da un

caso di stupro ad Ancona nel 2015.

Vorrei una voce di e con Tindaro Granata (15, 16 aprile) offre uno sguardo poetico e

profondo sulla ricerca dell’identità e dell’espressione personale. Spettacolo in forma di

monologo, fonda la sua drammaturgia dall’incontro dell’attore e autore siciliano con le

detenute di alta sicurezza del teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa

Circondariale di Messina che, attraverso alcune canzoni di Mina, raccontano il proprio

mondo.

Il dialogo con i classici si rinnova in questa stagione attraverso l’originale rilettura de La

leggenda del santo bevitore di Joseph Roth con un Maestro della scena come Carlo

Cecchi a dare vita alla storia di Andreas, vagabondo parigino alle prese con un misterioso

prestito e una promessa da mantenere, per la regia di Andrée Ruth Shammah (20 – 23

febbraio).

Il teatro di narrazione e civile è rappresentato da Le emozioni che abbiamo vissuto. Una

pièce di e con Walter Veltroni (23 marzo), un viaggio attraverso la memoria collettiva

del nostro Paese, mentre uniscono sport, cronaca e storia Toccando il vuoto di David

Greig, con Lodo Guenzi diretto da Silvio Peroni (28 – 30 marzo) e Orlando non fa

suonare il corno di Riccardo Ventrella, con Klaus Martini e Vieri Sturlini alla chitarra

(6 – 7 maggio). Tratto da un episodio di alpinismo nel 1985, Toccando il vuoto esplora il

tema delle scelte, etiche e non, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza. Orlando

non fa suonare il corno ripercorre la straordinaria vicenda umana e sportiva di Ottavio

Bottecchia, primo italiano a vincere il Tour de France nel 1924.

La Vittoria è la balia dei vinti, scritto e diretto da Marco Bonini, con Cristiana

Capotondi (31 gennaio – 2 febbraio) esplora le dinamiche del potere e della sconfitta

nella società contemporanea, rievocando tra fiaba e ricostruzione storica

il bombardamento alleato di Campo di Marte il 25 settembre 1943.

Sissi l’imperatrice, scritto e diretto da Roberto Cavosi, con Federica Luna Vincenti

(1, 2 marzo) restituisce uno sguardo inedito sulla figura storica dell’imperatrice d’Austria.

Tornano al Rifredi L’amico ritrovato dal romanzo di Fred Uhlman, nell’adattamento di

Josep Maria Miró, regia di Angelo Savelli, con Mauro D’Amico, Olmo De Martino,

Roberto Gioffrè (10, 11 gennaio), e Questo spettacolo non s’ha da fare. I Promessi

Sposi da Alessandro Manzoni, regia sempre di Savelli (21, 22 marzo).

L’attenzione al teatro brillante si conferma con Alessandro Riccio che, con il

musicista Alberto Becucci, nel decennale “della” Bruna propone la trilogia a lei

dedicata: Bruna è la notte (3 – 8 dicembre), Le mille e una Bruna (13 – 16

febbraio), Bruna, per carità! (13 – 16 marzo). Un’esilarante esplorazione della società

contemporanea attraverso gli occhi di un personaggio tanto eccentrico quanto

profondamente umano. Que serà di Roberta Skerl, con Paolo Triestino, Edy Angelillo

e Emanuele Barresi (4 – 6 aprile) affronta con leggerezza e profondità i temi dell’amicizia

e del passaggio del tempo.

Ritorno molto atteso quello del progetto di teatro urbano Walking Thérapie di Buysse,

Zenoni e Murgia, con Gregory Eve e Luca Avagliano (19 maggio – 11 giugno) che

trasformano le strade di Firenze in un palcoscenico a cielo aperto.

Confermata, inoltre, la proposta mattutina dedicata alle giovani generazioni, con

produzioni come A.K.A, Evoluzioni razziali in repertorio dal 2009, L’amico ritrovato, La

matematica in cucina, Questo spettacolo non s’ha da fare. I Promessi Sposi, Eppur si

muove – Oscillazioni scientifico-letterarie intorno all’opera di Galileo Galilei pensate per

integrarsi organicamente con i programmi didattici o con i percorsi formativi di alunni e

studenti.