1944 : anno in cui gran parte della Toscana fu liberata dall’occupazione nazista. E tra i primi eventi, che segnarono il ritorno della democrazia, ci fu la costituzione degli organi di autogoverno locale.

A Buti (Pi) si è tenuto un incontro di carattere storico-divulgativo dove dopo gli interventi dalla Sindaca Arianna Buti, della consigliera alla memoria Serafini e della prof. Daniela Bernardini che ha parlato della guerra e della Resistenza sul territorio butese, il Prof. Lorenzo Giusti ha ricordato il primo sindaco, il Prof Dino Selmi che fu nominato dal CNL locale.

Il relatore ha letto anzitutto il racconto della liberazione di Buti (il 2 settembre arrivò la V divisione americana “Buffalo”) tratto, appunto, dal diario del Sindaco Selmi. Poi ne ha tratteggiato la biografia con riferimento alla sua attività di tenente di vascello, alla clandestinità dopo l’8 settembre e all’attività partigiana nelle brigate GL del Partito d’Azione.

Quindi subito dopo la sua elezione a Sindaco; l’attività politica nel secondo dopoguerra, e quella di membro CLN e di Preside con particolare impegno per la sensibilizzazione dei giovani per la rinata democrazia. E ha parlato anche dell’importante incontro con Sandro Pertini.

Inoltre il prof. Giusti ha effettuato un focus sull’attività clandestina di Selmi dall’ottobre 43 fino alla liberazione, estraendo dal suo diario fatti ed eventi ivi compresi la composizione del CLN butese, le attività di sabotaggio contro i tedeschi (strade chiodate, foratura mezzi, abbattimento centrali telefoniche tedesche e installazione di quelle clandestine, abbattimento cartelli e mancato approvvigionamento di cibo e acqua per gli accampamenti tedeschi).

Quindi, attività di sostegno alla popolazione locale ma anche agli sfollati e ai disertori della Wermacht che di fatto sostennero a loro volta i partigiani e il CNL nelle attività di resistenza.

Ha, anzi sottolineato il carteggio tra Selmi e uno dei disertori, un austriaco che testimonia il rapporto di amicizia che nacque tra i due. E ha ricordato anche il rischio di essere fucilato dai tedeschi corso da Selmi quando trasportava armi con la della bicicletta.

Sempre dal diario di Selmi troviamo l’impegno nella ricostruzione democratica e sociale del Paese: tra luglio ed agosto, quando gli Alleati erano ancora sulla sponda sud dell’Arno, si riunì il CNL nella canonica di Don Cascioni a Buti e qui fu decisa la nomina a Sindaco di Dino Selmi.

Ricostruzione che per il Sindaco Selmi significava rimettere in piedi la comunità: non soltanto ricostruire i ponti abbattuti dai tedeschi i giorni precedenti al 2 settembre ma anche promuovere la coesione sociale fra gli abitanti di Buti. C’erano, come del resto, in tutte le località, contrasti politici sulla questione delle epurazioni, e i problemi economici legati alla disoccupazione e alla crisi dell’artigianato.

Inoltre procedette all’ Istituzione della commissione alimentare e alla costruzione della scuola media ritenendo la Scuola come motore culturale e democratico per la ricostruzione del proprio Comune e dell’Italia intera; e pensava ai giovani anche come testimoni della memoria storica.

La Liberazione è stata commemorata anche da una camminata alla croce di Sant’Agata, che era stata inaugurata il 2 settembre 1945 a perenne ricordo dell’importanza che ebbe questo monte quale protezione dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e con l’inaugurazione della Mostra della bandiera della liberazione alla Sala di Bartolo, perché come ci ha insegnato Liliana Segre “la memoria è l’unico vaccino contro l’indifferenza.”