Nella ricorrenza delle giornata della memoria che quest’anno coincide con l’80° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz considerata, quindi data-simbolo della fine dell’olocausto ricordiamo i tragici eventi dell’occupazione nazista dell’Europa attraverso due eroiche figure di donne toscane, esponenti della Resistenza, uccise dai nazifascisti.
Anna Maria Enriques Agnoletti (Bologna, 1907 – Sesto Fiorentino, 1944).
Fucilata dai nazisti, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Dopo essersi laureata, nel 1932 vinse il concorso per l’Archivio di Stato di Firenze, ma nel 1936 fu licenziata a causa delle infami leggi razziali contro gli ebrei. Assunta come paleografa della Biblioteca Vaticana, fece parte del Partito d’Azione e tornò a Firenze per organizzare gruppi antifascisti che operavano in varie parti della Toscana. Partecipò all’attività di Radio Cora, la celebre emittente clandestina, creata a Firenze da esponenti del Partito d’Azione che teneva i contatti fra la Resistenza e i comandi alleati. Ma il 12 maggio 1944 fu arrestata insieme alla madre e portata nella famigerata Villa Triste dove fu torturata dalla famigerata Banda Carità. Ma non fece alcuna rivelazione, Quindi fu portata nella località Cercina di Sesto Fiorentino a fucilata il 12 giugno insieme ad altri membri della Resistenza.
Suo fratello, Enzo Enriques Agnoletti, è stato uno dei protagonisti della Liberazione di Firenze e vice presidente del CTLN (Comitato Toscano di Liberazione nazionale).
Norma Parenti Pratelli (Monterotondo M.mo 1921 – Massa Marittima 1944).
Fece parte insieme al marito del Raggruppamento “Amiata” della III Brigata Garibaldi. Portò aiuti alle formazioni partigiane, procurò armi e munizioni e partecipò di persona a pericolose azioni di guerra. In una piccola trattoria di Massa, gestita dalla madre diede ospitalità ai fuggiaschi, mise in salvo ex prigionieri alleati. Arrestata dai nazisti il 22 giugno del ‘44. Fu uccisa la sera stessa. Nella motivazione della medaglia d’oro alla memoria si legge: “Giovane sposa e madre, fra le stragi e le persecuzioni, mentre nel litorale maremmano infieriva la rabbia tedesca e fascista, non accordò riposo al suo corpo né piegò la sua volontà di soccorritrice, di animatrice, di combattente e di martire. […] nei giorni del terrore, quando la paura chiudeva tutte le porte e faceva deserte le strade, con l’esempio di una intrepida pietà donò coraggio ai timorosi e accrebbe la fiducia ai forti. […] martoriata dalla feroce bestialità dei suoi carnefici, spirò, sublime offerta alla Patria, l’anima generosa”.
Un bel libro di Antonella Cocolli, Nadia Pagni e Anna Rita Tiezzi “Norma Parenti Testimonianze e memorie” pubblicato da Effigi C&P, ci fa conoscere da vicino questa grande figura rompendo un silenzio che è durato decenni, E lo fa attraverso la raccolta di interviste, di materiale e di racconti inediti. Un lavoro svolto con impegno, passione e coinvolgimento che ha, tra l’altro, il grande pregio di aver impedito la dispersione delle ultime testimonianze dirette.
