La prima volta che salendo su un autobus ho visto la scritta obliterare sono rimasto interdetto. Poi una minima conoscenza del latino mi ha fatto pensare a obliviscor -eris che significa “dimenticare” e traslato annullare (ma non sarebbe stato più facile dire timbrare oppure annullare? in tempi più sobri dei francobolli si diceva annullo).
Obliterare, comunque è entrato nell’uso comune e ben venga se vogliamo avere un termine più specifico e quindi più esatto del generico annullare.
Ma vetrofania in cui mi sono imbattuto per la prima volta quando dovevo applicare un pass temporaneo mi ha davvero incuriosito. Perché si deve risalire al greco antico dove il verbo φαίνω (transitivo) significa mettere in luce, render visibile, mostrare, dimostrare, provare esporre, accusare (intransitivo) apparire. risplendere, mostrarsi, essere evidente. Insomma tante sfumature che esprimono il concetto di “mostrare”. Espressione inconsueta e anche interessante che peraltro ci è giunta dal francese vitrophanie (che è un nome depositato). Comunque anche questa ben venga perché arricchisce la nostra lingua indicando un termine più specifico rispetto al generico “etichetta adesiva”.
(Anche scarificare che trovo quando ci sono lavori stradali viene dal latino scarifare, dal gr. σκαριϕάεσϑαι “incidere” da cui scalfire ma questo è un termine abbastanza intuitivo).
Un secondo merito di questi neologismi che vengono dal passato è di avere qualcosa di diverso dal quotidiano diluvio di locuzioni in lingua inglese che non sono più solo singole parole (che è facile assimilare) ma di intere frasi.
Per di più, mi suona un po’ buffo sentire parole latine con pronuncia inglese come telefono mobile ormai pronunciato comunemente mobail o il latino plus che è divenuto plas per non parlare del latinissimo invictus che pronunciato all’inglese suona come una sorta di inviccios….. o giù di lì. La vita è bella perché è varia.
Gabriele Parenti