Nonostante l’opera di informazione e i molti consigli diffusi dalle Forze dell’ordine e da associazioni come la nostra che ha realizzato prodotti multimediali proprio per mettere in guardia gli anziani contro i raggiri, le truffe contro gli anziani continuano a crescere sia nelle modalità “tradizionali” che informatiche.
Molte vengono sventate e i responsabili arrestati ma purtroppo molti altri riescono e gli anziani subiscono un doppio trauma: quello di vedersi sottrarre soldi e gioielli e l’umiliazione, spesso traumatica per essere caduti nel raggiro anche se è comprensibile, visto lo stato d’ansia che i truffatori abilmente alimentano.
Nel corso del 2024 sono stati oltre 40 mila i denunciati dai carabinieri per aver tentato di raggirare degli anziani. E 1400 le persone poi arrestate. Tante sono le truffe in circolazione: il phishing, con i link inviati sul telefono o mail che, una volta attivati, possono dare accesso ai dati sensibili e bancari.
Secondo il report della Polizia postale, nel 2024 le truffe online hanno raggiunto quota 18.714, con un incremento del 15% rispetto ai 16.325 casi del 2023. In aumento anche le somme sottratte: da 137 a 181 milioni di euro. Il più delle volte, nel mirino finiscono gli anziani: un giro di affari, si stima, di oltre 200 mila euro alla settimana per ogni banda.
Tra l’altro gli espedienti sono sempre più raffinati. Ad esempio lo “Spoofing”, una tecnica informatica che consente ai malfattori di effettuare telefonate facendo apparire sul display della “vittima” un numero fittizio, ad esempio dei Carabinieri, della Polizia ecc. In questo modo la comunicazione che non proviene realmente da un determinato ente, viene erroneamente riconosciuta come tale inducendo in errore il destinatario circa la sua apparente genuinità. Genuinità che deve essere invece attentamente controllata. Ad esempio facendo una telefonata al 112 e spiegando la situazione.
La Polizia Postale consiglia sempre di:
a) diffidare di chi, spacciandosi per un operatore bancario o delle Forze dell’ordine, richiede di comunicare OTP, password, o di eseguire bonifici verso altri conti. Nessuna azienda o soggetto pubblico richiederà mai tali informazioni all’utente. In caso di dubbi, è opportuno non cliccare sui link eventualmente forniti ma fare accesso al proprio profilo di gestione online attraverso la digitazione autonoma del nome del sito internet e inserimento delle relative credenziali, così da constatare eventualmente la presenza di comunicazioni nella propria area riservata;
b) configurare sul proprio dispositivo sistemi di sicurezza come l’autenticazione a doppio fattore e l’utilizzo di password complesse e differenziate per ogni singolo account;
c) non lasciarsi ingannare da prospettive di guadagni immediati ma inverosimili, diffidando tra l’altro dalle finte sponsorizzazioni ad opera di personaggi famosi, vittima a loro volta di sfruttamento indebito della propria immagine.
Ma per ottenere che le precauzioni vengano adeguatamente memorizzate e adottata quando si presenta la necessità, appare importante, da parte del Governo anche una massiccia campagna di comunicazione a cominciare dalla televisione, il medium generalista più utilizzato dagli anziani.