L’invecchiamento attivo rappresenta oggi una priorità, specie in Italia, caratterizzata da una delle più alte aspettative di vita in Europa.

Pertanto la Fap Acli ritiene importanti le iniziative territoriali finalizzate ad una piena promozione degli anziani e ad un loro maggiore coinvolgimento nella quotidianità, in modo da migliorare la qualità della vita degli over 65, garantendo la loro partecipazione sociale, economica e civica.

Questo scenario richiede approcci innovativi per valorizzare il potenziale delle persone anziane. In particolare un campo che vede la Fap Acli impegnata in prima linea, è la partecipazione sociale, mediante iniziative capaci di promuovere il coinvolgimento degli anziani attraverso forme di volontariato, attività culturali e ricreative, programmi intergenerazionali.

Ad esempio, il progetto “Generi e Generazioni”, realizzato dalla Fap e dai Giovani delle Acli, vuole sostenere la centralità del dialogo tra le generazioni, evidenziandone la straordinaria importanza per la costruzione di welfare più equi e lungimiranti e per riannodare i fili della memoria consentendo una comune visione del futuro.

Si inserisce in questa ottica anche la Festa provinciale della FAP ACLI di Firenze che si terrà a Grassina il 16 e 17 maggio prossimi e che sarà un significativo momento di incontro fra le varie generazioni.

Un ulteriore aspetto che si inserisce nella logica dell’invecchiamento attivo, riguarda la salute, con una serie di interventi concernenti la prevenzione, il supporto all’autonomia personale, l’alfabetizzazione informatica e la promozione di stili di vita sani.

Numerose attività provinciali della Fap, si propongono di veicolare informazioni, stili e modelli di vita capaci di preservare l’anziano, rilanciandone l’immagine, troppo spesso svilita.

Naturalmente, parlare di invecchiamento attivo, implica la richiesta di attività e quindi investimenti nei servizi sociosanitari territoriali, nell’housing sociale, nell’innovazione tecnologica per l’assistenza, volti a superare tutte le differenze territoriali nell’accesso ai servizi, la limitata inclusione digitale e la persistenza di stereotipi sull’anzianità.