Un racconto che certo tutti conoscono ma che è interessante rileggere

La terribile fama degli Unni si era sparsa in tutta Europa ….. provenivano dalla Siberia e la loro ferocia era leggendaria (correva la voce che dove passavano non crescesse più l’erba).

Entrarono in Italia dal Tarvisio e le popolazioni fuggivano impaurite. L’impero romano era ormai in dissoluzione e non aveva truppe per la difesa dell’Italia. Correva l’anno 452. Si sapeva che il re degli Unni, Attila, che era detto “il flagello di Dio” voleva conquistare Roma. Ma presso Mantova (a Roncoferraro) sulle rive del Mincio, Papa Leone I con un piccolo seguito, disarmato gli andò incontro levando in alto la Croce. Non sappiamo cosa si dissero (si è parlato di donativi in oro ma Attila poteva prendersi da solo tutto l’oro che voleva); fatto sta che Attila, il pagano, ascoltò l’esortazione del Papa.

Non avanzò verso Roma, anzi abbandonò l’Italia.

Alcune leggende narrano che già prima di incontrare il Papa era rimasto turbato da quel nome “Leone” che era simbolo di forza, di giustizia e di sacralità.

Infatti, nella Bibbia (Libro dei Re 7.3) si dice che nel Tempio di Gerusalemme vi erano figure di leoni, buoi e cherubini, e sull’intelaiatura sia sopra che sotto i leoni e i buoi, c’erano ghirlande a festoni. E il leone è il simbolo della città di Gerusalemme, la città santa delle tre religioni monoteiste.