Segnaliamo un articolo di Stefania Valbonesi  pubblicato su Thedotcultura Magazine  in cui si analizza  il  recente rapporto ISTAT.Tra le altre cose  si legge in questo articolo  intitolato  Italia longera ma diminuiscono gli anni in buona salute   che   entro il 2050 -come rileva l’Istat – gli over 65 costituiranno il 34% della popolazione, con una quota significativa di ultraottantacinquenni. Una sorta di transizione demografica che avrà un impatto importante in svariate sfere, sanitarie, sociali ed economiche, legate all’aumento della fragilità, della cronicità e della domanda di assistenza.

Per l’intero articolo di Stefania Valbonesi si  rinvia a  https://www.thedotcultura.it/italia-longeva-ma-diminuiscono-gli-anni-in-buona-salute/  

Ma tra i punti che ci riguardano da vicino sottolineiamo  queste due parti : l’Italia è il Paese più longevo e questo -scrive Valbonesi –  è  un record benaugurante che tuttavia si è affermato ormai da tempo. Ma che sia in diminuzione la soglia degli anni della “buona salute”, dal momento che questo dato comporta un grosso problema sia per gli individui in termini di qualità di vita, sia per la collettività, in termini di un innalzamento delle spese a livello di Sistema sanitario nazionale. Un dato che ha anche un altro motivo di inquietudine, dal momento che riguarda in particolare le donne.

E questa: “Fra i problemi che dovranno essere affrontati, uno è particolarmente trascurato dalle politiche per l’invecchiamento in Italia, ed è quello della casa, che riguarda vari livelli, ad esempio per quanto riguarda gli affitti, ma anche le case di proprietà. Se la questione dei canoni è di facile comprensione, non sfugge tuttavia che anche il mantenimento della casa di proprietà, magari comprata dopo svariati anni di lavoro, diventi un problema quando gli introiti calano e magari si aiuta un figlio che ha contratto un mutuo o che non trova lavoro se non part time, o a tempo determinato. Ma anche qualora la fortuna arrida e il contratto di lavoro sia a tempo indeterminato, spesso lo stipendio non consente a figli o nipoti di essere autonomi”.

Nello stesso articolo si analizzano anche dati dell’Agenzia delle Entrate  circa la crescita della vendita della nuda proprietà delle abitazioni, a riprova che  molti pensionati stano scivolando nella fascia dei cittadini fragili economicamente.

Ovvero, poveri.