Su Thedotcultura Magazine un articolo di Stefania Valbonesi dal titolo Tre milioni i lavoratori in pensione fra il 2025 e il 2029 ( 25 Agosto 2025 ) rileva che è un esodo che non ha precedenti, almeno in Italia, è quello, stimato fra il 2025 e il 2029, dell’uscita dall’attività lavorativa per andare in pensione di oltre 3 milioni di lavoratori italiani, pari al 12,5% circa del totale nazionale.
L’articolo che esamina dati della Cgia di Mestre osserva che tre ilioni di lavoratori di cui i dipendenti del settore privato fanno la parte del leone, con 1.608.300 unità, pari al 52,8% del totale da sostituire; altri 768.200 lavoratori sono collocati nell’Amministrazione pubblica , pari al 25,2 %, mentre sono “solo” 665.500 i lavoratori autonomi , pari al 21,9%.
Se questa è la proiezione dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, – spiega Valbonesi – sono le conseguenze sociali, economiche ed occupazionali sul nostro Paese che questo fenomeno produrrà a preoccupare.
L’articolo riferisce che “Sotto accusa per la carenza di personale in quasi tutti i settori delle attività lavorative del Belpaese sono in particolare la divergenza (mismatch, come viene chiamata) fra le competenze richieste dalle aziende e quelle effettivamente presenti nel mercato del lavoro”.
Ma a noi, in quanto Federazione Anziani e Pensionati, interessa soprattutto sottolineare
i problemi per la sostenibilità del sistema previdenziale se non subentrerà un pari numero di lavoratori che verseranno contributi al posto di coloro che cesseranno ovviamente di versarli, tanto più che l’INPS dovrà erogare tre milioni di nuove pensioni.
A questo punto occorre che la classe politica vari un piano di ampia portata per favorire un turnover completo, in modo che si eviti una ulteriore restrizione della platea dei lavoratori attivi.