Il tema della pace, anzitutto. I grandi del mondo trattano, l’opinione pubblica la invoca ma intanto continuano le guerre. Con morti e devastazioni quotidiane.
Poi quello della miseria e della fame in molte aree del mondo che sono state aggravate dall’economia globalizzata.
Quindi, passando a casa nostra, il tema di un sistema sociale sempre in affanno.
Dal 12° rapporto dell’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria emerge che nel nostro Paese cresce il numero delle persone che rinunciano ad alcune cure per motivi economici.
Dal tempo del Covid sono cresciuti anche i costi delle prestazioni socio-sanitarie e in varie località, per motivi di budget, diminuiscono alcuni servizi sociali.
Poi l’occupazione…quando affronteremo con proposte concrete la questione della disoccupazione di fronte a un’automazione sempre più intensa e dilagante che sembra aver dimenticato il fattore umano?
E arriviamo così al tema dell’economia. Siamo uno dei Paresi più avanzati, quindi più ricchi del mondo eppure siamo sempre in affanno. Aumentano i costi delle fonti energetiche e questo trascina in alto tutti i prezzi.
A farne le spese sono soprattutto i pensionati che non usufruiscono di rinnovi contrattuali, né del cuneo fiscale ma solo una modesta –assai modesta– rivalutazione a seconda del tasso d’inflazione…che però viene tassata con l’aliquota marginale e quindi in buona parte vanificata. E tale aumento non riesce a far fronte della raffica di rincari di prezzi, tariffe, tasse che ogni anno nuovo ci elargisce e che sono inderogabili, ovvero non consentono risparmi (pensiamo alle assicurazioni, a spese sanitarie, a varie forme di assistenza ecc.)
A questo punto ai lettori verrà spontaneo di dire: ma in questo periodo di auguri perché siete così sconsolati? Rispondiamo subito che non lo siamo affatto. Questo non è un messaggio di rassegnazione ma anzi di speranza, di incitamento, di augurio.
Speranza che il 2026 porti ai problemi che sono sotto gli occhi di tutti quelle risposte che finora non abbiamo avuto. Incitamento alla classe politica tutta intera, ad essere più attenta a individuare le situazioni critiche e a trovare soluzioni adeguate. Incitamento a noi stessi ad essere più tenaci, più determinati a spronare l’opinione pubblica che spesso sembra inerte o fatalista. E infine un augurio…che il 2026 sia l’anno in cui si avverino le speranze di pace, in cui si facciano passi in avanti in direzione della giustizia sociale e della solidarietà.
Gabriele Parenti