sui temi della sanità con particolare riferimento ai nuovi bisogni determinati dalla crescita della popolazione anziana che in Toscana è particolarmente rilevante.
1 La sanità toscana, per molti aspetti ha un alto standard …. ma può essere migliorata. Quali le criticità da affrontare? Monni La sanità toscana è oggi il sistema sanitario più pubblico d’Italia, ed è una scelta politica precisa. Un sistema fortemente pubblico garantisce qualità dei servizi, uguaglianza nell’accesso alle cure e tutela dei diritti delle persone. È un patrimonio che difendiamo con convinzione. Allo stesso tempo sarebbe poco serio dire che non esistono criticità. I bisogni stanno cambiando rapidamente: la popolazione invecchia, aumentano le cronicità, le cure sono sempre più complesse. Tutto questo avviene in un contesto in cui le risorse nazionali non crescono in modo proporzionato ai bisogni, e questo rende il lavoro più impegnativo. Proprio per questo, il nostro impegno è migliorare continuamente il sistema, senza arretrare sul carattere pubblico e universalistico della sanità.
2 L’innalzamento dell’età media porta a una crescita dei bisogni . E anche i progressi della medicina ingenera nuovi bisogni. Come possiamo farvi fronte?
Monni Servono scelte chiare e una visione di medio-lungo periodo. I progressi della medicina sono una conquista, ma richiedono investimenti e un’organizzazione capace di reggere il cambiamento. In Toscana stiamo investendo sia sugli ospedali che sul territorio, pur in un quadro nazionale che negli ultimi anni ha visto una progressiva riduzione delle risorse per il Servizio Sanitario Nazionale. Abbiamo aperto importanti cantieri di ristrutturazione e ammodernamento, tra i quali quelli di Cisanello e delle Scotte, e a breve partiranno alcuni dei nuovi interventi programmati, come quelli dell’ospedale di Borgo San Lorenzo e del nuovo pronto soccorso del Nuovo San Giovanni di Dio. Parallelamente stiamo mettendo a terra i progetti del PNRR, a partire dalle Case della Comunità, che sono il perno della sanità di prossimità. È così che teniamo insieme innovazione, sostenibilità e un principio che per noi resta non negoziabile: la salute non può dipendere dal reddito.
3 Gli anziani vorrebbero il più possibile restare nelle loro case. Non sarebbe opportuno un aiuto per sostenere il costo di una badante? Anche come alternativa alle RSA Monni È una sfida che riguarda la dignità delle persone. Sempre più anziani vogliono restare nella propria casa, ed è giusto sostenere questa scelta. Stiamo rafforzando l’assistenza domiciliare e l’integrazione tra sanitario e sociale, anche in un contesto in cui le risorse non sono sempre adeguate ai bisogni crescenti. Proprio per questo serve una scelta politica chiara: investire sulla prossimità e sul sostegno alle famiglie, evitando che il peso della cura ricada solo sui singoli.
4 Avere un disturbo o attendere una diagnosi provoca turbamento…capita anche di scontrarci con procedure e intralci burocratici. Come provvedere a delle semplificazioni? Monni Sì, è un problema reale e va affrontato con serietà. Quando una persona ha un problema di salute, incontrare ostacoli burocratici è frustrante e spesso inaccettabile. Stiamo lavorando per semplificare le procedure, migliorare i sistemi di prenotazione e rafforzare l’integrazione digitale, senza dimenticare chi ha più difficoltà ad accedere agli strumenti online. In questo percorso è fondamentale la collaborazione con le farmacie, che come punti CUP di prossimità svolgono un ruolo molto importante. Voglio ringraziare i farmacisti, perché con il loro lavoro quotidiano contribuiscono concretamente a rendere il servizio sanitario più accessibile e vicino alle persone. L’obiettivo è chiaro: mettere la persona al centro, non le procedure.