L’andamento della salute e del benessere sociale nella nostra regione – afferma nel rapporto Welfare e salute 2025 di Ars Toscana (Agenzia Regionale Sanità) – riflette una realtà demografica e socioeconomica in profonda trasformazione.
Ars Toscana sottolinea la necessità di confrontarsi con transizioni strutturali che mettono in discussione i tradizionali modelli di protezione e pongono nuove sfide all’intervento pubblico: transizioni demografiche con l’invecchiamento della popolazione, transizioni ecologiche e digitali che ridefiniscono le condizioni di vita e di lavoro, transizioni epidemiologiche che rendono più complessi i bisogni sanitari e sociali, specie nelle fasce più vulnerabili. Questo riguarda la Toscana ma anche il resto del Paese.
Per quanto riguarda la nostra Regione – si legge nel rapporto – “i dati demografici confermano una dinamica strutturalmente sbilanciata: la popolazione ultra64enne rappresenta ormai oltre un quarto dei toscani, con una presenza crescente dei grandi anziani. A fronte di ciò, la natalità si attesta sui minimi storici e l’indice di dipendenza strutturale supera ampiamente il 60%. Questo significa che ogni 100 cittadini in età lavorativa, oltre 60 sono minori o anziani, con impatti crescenti sulla sostenibilità del nostro sistema di protezione. In questo quadro, si accentua anche il fenomeno dell’isolamento sociale, che colpisce una quota di anziani soli e senza reti di supporto”.
“Dal lato sanitario” – si legge ancora nel rapporto – “la Toscana conferma risultati di assoluto rilievo: il tasso di mortalità evitabile e l’aspettativa di vita sono tra i migliori d’Italia; l’accessibilità ai servizi di prevenzione e cura è elevata, così come la qualità dell’assistenza ospedaliera e territoriale. Le performance della rete oncologica e l’attuazione del Nuovo sistema di garanzia dei LEA sono migliorate nell’ultimo anno e continuano a collocare la nostra regione in una posizione di leadership nel panorama nazionale. Ma questi risultati non possono essere dati per acquisiti. I grandi cambiamenti sociali e demografici condizionano i bisogni di salute delle persone e, di conseguenza, anche la domanda di prestazioni. Diventa quindi centrale innovare e costruire un nuovo equilibrio tra quantità e qualità dei servizi e sostenibilità del sistema. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle cronicità impongono una riorganizzazione dell’assistenza sempre più centrata sulla prossimità, sull’integrazione con il sociale, sulla promozione della salute alla quale la Toscana sta lavorando con costanza ed attenzione.
Dal lato sociale, il quadro che emerge è inevitabilmente più articolato, “vista la complessità e la multidimensionalità dei bisogni e delle istanze che le persone esprimono nei diversi territori – scrive il rapporto – che richiedono risposte sempre più flessibili, integrate e partecipate per essere efficaci. La Toscana si distingue per una buona dotazione infrastrutturale e per la qualità di molti servizi, in particolare per l’infanzia, e per le persone con disabilità e la non autosufficienza. Preoccupano le fragilità emergenti riconducibili a forme sempre più pervasive di povertà – economica, educativa, abitativa – che si traducono in nuovi rischi di esclusione e marginalità sociale, ai quali la risposta deve basarsi sulla capacità di sinergia e alleanza tra le istituzioni e il Terzo settore, anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’amministrazione condivisa”.
“I dati contenuti in questo rapporto – si legge – dimostrano che salute e benessere non si costruiscono solo negli ambulatori o nei consultori, ma anche nelle scuole, nei servizi per l’infanzia, nei centri per l’impiego, nei progetti di inclusione sociale, nelle politiche abitative e culturali. Promuovere salute significa affrontare le cause profonde delle disuguaglianze, investendo in autonomia, relazioni, partecipazione, prevenzione”.
Il rapporto può essere scaricato integralmente dal sito di Ars Toscana. Qui il link
https://www.ars.toscana.it/pubblicazioni-ns/relazioni/5334-rapporto-welfare-salute-toscana-2025.html