Ancora una volta, quando l’inflazione – la grande nemica dei pensionati – appare sotto controllo, c’è qualche evento che le fa rialzare la testa. Ricorderete l’inflazione che fece seguito all’introduzione dell’euro, poi quella post-covid e adesso la chiusura dello stretto di Hormuz. Questo, a noi della generazione del dopoguerra, richiama tetri ricordi della chiusura del canale di Suez che provocò la crisi petrolifera del 1973.
Adesso ci risiamo e con prospettive ancora peggiori perché questa guerra che blocca il petrolio del Golfo rischia di durare a lungo.
I carburanti sono già a prezzi molto alti ed è facile prevedere che quelli di tutti i prodotti e servizi abbiano già preso la rincorsa.
Per esperienze precedenti, il monitoraggio anti-speculazione ha una certa utilità ma non è risolutivo. L’unico provvedimento valido è la riduzione delle accise sui carburanti chiesta dalle associazioni consumatori.
Adesso però sembra che serva un decreto del Consiglio dei Ministri…si spera che arrivi quanto prima e sembra che sarà un taglio di 5 centesimi al litro. Non compensa del tutto i rincari ma sarebbe già qualcosa per frenare la corsa agli aumenti.
La cosa più importante è fare presto prima che si innesti la spirale perversa…devo aumentare i miei prodotti perché è aumentato il prezzo dei trasporti, devo aumentare un altro prodotto perché è conseguenza dell’aumento dell’energia per far andare le macchine, dobbiamo avere primo un incremento salariale per compensare l’aumento dei prodotti, dobbiamo riaumentare i prodotti perché è cresciuto il costo del lavoro…sembra quasi una filastrocca ma è quello che è già avvenuto in passato a partire dalla crisi petrolifera del 1973,causata dalla chiusura del canale di Suez.
Inoltre un po’ come aneddoto e un po’ come strumento di riflessione riportiamo questi dati.
L’Italia è uno dei Paesi con i prezzi sulla benzina più alti dell’Eurozona. Sui costi elevati pesano le accise sui carburanti: non sono una prerogativa del nostro Paese, ma a queste aggiungiamo anche l’Iva al 22%. Ma che cosa sono le accise? Generalmente sono imposte sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Quelle sui carburanti sono le imposte su benzina, gasolio, Gpl e metano, introdotte originariamente per far fronte a esigenze di cassa. Sono state utili a rispondere a emergenze come terremoti, guerre, crisi migratorie o a finanziare missioni di pace internazionali. C’è perfino un’accisa sulla guerra d’Etiopia del 1935-1936, che è la prima a essere stata introdotta in Italia e tecnicamente ancora attiva.
Tratto da
https://www.tgcom24.mediaset.it/tgcomlab/dizionario/accise-benzina-gasolio_19311212-202002