Le recenti notizie sui lavori di recupero dell’ex Monastero di S. Orsola, nel quartiere fiorentino di S. Lorenzo con grandi spazi del complesso monumentale, ha fatto anche tornare alla ribalta  la vicenda di Lisa Gherardini moglie di Francesco Del Giocondo che la tradizione  più consolidata identifica con la “Gioconda” di Leonardo e  le cui spoglie sarebbero state ritrovate nel 2012, proprio nel Monastero dove passò gli ultimi anni della vita e dove fu sepolta come risulta  dal libro dei morti del 1542. Infatti, la prova del carbonio 14 sullo scheletro. segnala che la morte è avvenuta proprio nel 1542 e questo rende probabile l’identificazione anche se solo la prova del DNA potrebbe dare la certezza.

E’ questo uno dei misteri legati alla Gioconda. L’altro riguarda proprio la sua identificazione. Perché se la maggior parte degli studi propende proprio per Lisa Gherardini, c’ è anche chi ha scritto che Leonardo avrebbe preso a modello Caterina Sforza (a causa della rassomiglianza che vediamo nella Dama dei gelsomini di Lorenzo di Credi). Per altri è invece Isabella d’Este, per altri ancora la duchessa di Milano Isabella d’Aragona Sforza.

Ma c’è chi ha sostenuto che la Gioconda riproducesse le fattezze dello stesso Leonardo o quella di sua madre Caterina Buti.

Nel libro di Renzo Manetti, Lillian Schwartz, Alessandro Vezzosi  “Monna Lisa. Il volto nascosto di Leonardo” (Edit Polistampa 2007) si legge che la studiosa americana Lillian Schwartz, mediante un’analisi computerizzata della Gioconda e dell’autoritratto di Leonardo, rileva impressionanti concordanze fra i lineamenti dei due volti, tanto da sostenere che Monna Lisa sia in realtà un vero e proprio autoritratto idealizzato del pittore.

Le ragioni di un così originale autoritratto sono individuate da Renzo Manetti in quella stessa filosofia che aveva dato vita anche alla musa ispiratrice di Dante. Come Beatrice, anche Monna Lisa -secondo Manetti- sarebbe l’immagine dell’alter ego celeste, che funge da guida verso la sapienza, e per questo avrebbe gli stessi lineamenti del pittore.

Ci sono altre ipotesi alternative alla fiorentina Lisa Gherardini, ovvero due nobildonne napoletane, Costanza d’Avalos   e   Isabella d’Aragona (che era duchessa di Milano in quanto moglie di Gian Galeazzo Sforza) e anche un’altra nobildonna napoletana ma di origini pisane,  Isabella Gualandi.

Ci sono poi altri segreti legati al più famoso ritratto di tutti i tempi: la questione del velo della Gioconda, le prove con i raggi X che hanno scoperto sotto il dipinto altre tre precedenti versioni, le differenti opinioni circa l’ubicazione del paesaggio sullo sfondo, e le copie attribuite alla bottega di Leonardo che presentano una “Gioconda”  giovanile.  Ma di tutto questo parleremo in un prossimo articolo.

                                                                                       Gabriele Parenti