“In cielo non si entra con le scarpe pulite”: le parole di Giovanni Battista Scalabrini ben rappresentano il percorso umano di padre Roberto Maestrelli, missionario da oltre quarant’anni.

A lui è dedicato il libro, La ferialità del bene, edito da Sarnus nella collana «Religione e Religiosi di Toscana». Il volume è stato presentato a Empoli nella Sala Teatro Il Momento (Via del Giglio, 39), alla presenza del cardinale Silvano Tomasi e di padre Leonir Chiarello, superiore generale dei Padri Scalabriniani.

Erano presenti Giulia Malavasi, autrice del testo, e lo stesso padre Maestrelli.

Roberto Maestrelli, empolese, aderisce alla Gioventù Studentesca negli anni Sessanta. Entrato in seminario nel 1968, viene poi ordinato sacerdote nel 1980. Aderendo alla congregazione dei missionari di San Carlo, fondata a fine Ottocento da Giovanni Battista Scalabrini, sarà inviato dapprima in Venezuela, a Caracas, per poi raggiungere Cucuta in Colombia, dove resterà per quattordici anni.

Conosce la miseria, la violenza, l’emarginazione, e s’impegna nella costruzione di scuole e mense, promuovendo sia la nascita di nuove parrocchie, sia l’avvio di attività professionalizzanti dedicate in special modo ai giovani.

Nel 2011 si sposta in Ecuador, paese di transito per migliaia di persone bisognose di protezione internazionale, quindi a San Salvador, dove tuttora vive e opera. Il volume, ricco di testimonianze dirette di familiari e amici, appunti e articoli di giornali e riviste, è il tributo alla figura di un sacerdote che ha messo la propria vita al servizio degli ultimi del mondo.