A Firenze, anche ogni pietra parla. Caratteristica di una città vivae vitale che non è solo Rinascimento, ma stratificazione di varie epoche tutte particolarmente interessanti.
Il recente volumetto di Luigi De Concilio Bignamino fiorentino2 (Editore Sarnus/Polistampa 2026), ci porta per via de’ Calzaiuoli, dal Duomo alla Signoria, a caccia di storie e leggende perdute.
Ne parliamo con l’autore
- Cosa è il “bignamino fiorentino 2” che fa seguito al primo volume dedicato a Piazza del Duomo e Piazza S. Giovanni)?
l “Bignamino fiorentino 2”, come per il primo libretto, non vuole essere una mini-guida, anche se ne potrebbe avere tutte le caratteristiche dal momento che al suo interno troviamo 90 storie, curiosità, aneddoti e leggende che fornite come informazioni essenziali, sintetiche e concise, potrete facilmente vedere e apprezzare facendo una passeggiata che da Piazza del Duomo, per via de’ Calzaioli, tra incroci e canti, vi accompagnerà in Piazza della Signoria.
- Storie che non tutti (anzi diciamo pure pochi) conoscono
E se certe storie non sono conosciute da chi è nato all’ombra del Cupolone… figuriamoci da uno dei tanti turisti che giornalmente passeggiano per il centro storico e per i Musei ad ammirare la nostra città e magari si fanno anche un selfie davanti al David di Piazza della Signoria non sapendo che quella è soltanto una copia del capolavoro di Michelangelo, mentre l’originale la troviamo alla galleria dell’Accademia di Belle Arti.
- Ma restiamo in piazza della Signoria.. cosa possiamo dire senza spoilerare?
In quanti sono a conoscenza che davanti alla fontana del Biancone venivano fatte lezioni di sesso? O che sotto a Palazzo Vecchio troviamo il teatro della Florentia romana?
Perché il giglio fiorentino ha cambiato “tessera”? C’è in Palazzo Vecchio il fantasma di Baccio d’Anghiari? E in quanti conoscono “La Madonna dell’Ufo?
Ma quante palle avevano i Medici? Ci sono tracce Templari in Orsanmichele ed in Palazzo Vecchio? Nello studiolo di Francesco I è possibile trovare riferimenti massonici?
“Cerca Trova”, nel salone dei Cinquecento, indica veramente il dipinto perduto di Leonardo da Vinci?
Tante domande che solo alcune non hanno risposta ma che sarà possibile, seguendo la lettura, offrirne almeno una traccia, un motivo di riflessione o di una visita…
- Quindi un volumetto da portare sempre con sé?
Come dicevo, questo Bignamino 2, non ha le pretese di essere una vera “guida” turistica, ma solo e soltanto un piccolo libretto da tenere in tasca o in borsa per orientare il lettore nella conoscenza di un solo spazio, un’area limitata, contenuta dentro determinati confini dove, passeggiando evitando le macchine, poter scoprire, con occhi diversi, arte, curiosità o leggende della mia città.
Per questi motivi, seguendo il successo del precedente Bignamino Fiorentino 1 “60 Storie tra Piazza San Giovanni e Piazza del Duomo”, ho realizzato questo secondo piccolo manuale, quasi un’agenda, il “Bignamino fiorentino 2” in cui sono riassunte, in maniera scolastica, aspetti insoliti e curiosi che troverete camminando lentamente tra via de’ Calzaioli e Piazza della Signoria.
- Ma perché questo nome bizzarro e curioso di “Bignamino fiorentino”?
Perché negli anni trenta del secolo scorso, il professore di lettere Ernesto Bignami, ebbe l’idea di comporre dei libriccini in formato tascabile contenenti una sintesi degli argomenti trattati nel programma ministeriale e fondò la Casa Editrice Bignami.
A distanza di anni questi libriccini sono entrati a far parte della cultura italiana con il nome di bignamini o bignami ed allora perché non realizzarne anche noi una serie tutta dedicata a Firenze, una città meravigliosa che non smettiamo mai di scoprire?
Pertanto seguito a dedicare questo mio lavoro alla mia Firenze, terra natale che mi ha visto da bambino bere l’acqua del porcellino e godermi il fresco all’ombra del Cupolone, ma allo stesso tempo vorrei dedicarlo ad una grande fiorentina, giornalista e scrittrice, che è stata definita “uno degli autori più letti ed amati del mondo”, Oriana Fallaci che, come me, non ha mai dimenticato la sua Firenze.
E a voi tutti, – conclude Luigi De Concilio – auguro una buona lettura ma soprattutto… una buona passeggiata.