E’stato annunciato l’aumento dei biglietti per gli autobus di Autolinee Toscane (e per la tramvia) che saliranno da 1,70 a 2 euro, con un incremento di circa il 15 per cento, a partire dal prossimo primo agosto.

Tra le motivazioni, oltre all’aumento del prezzo del carburante, c’è il fatto che l’aumento è arrivato – afferma la Regione –  “dopo tre anni di aumento del costo della vita, dell’indice Istat sull’inflazione”.

E’ stato anche ricordato che “due euro costa il biglietto a Genova ed a Roma, 2 euro e trenta centesimi a Bologna, 2 euro e venti centesimi a Milano”.  Questo però – osserva il Segretario provinciale della Fap Acli (Federazione Anziani e Pensionati) Claudio Barsacchi –   non ci consola.  Anche perché, nelle grandi città, la rete del trasporto pubblico è assai più ampia e d’altronde non è stato adottato il “biglietto breve” per chi fa solo poche fermate.

Il trasporto pubblico – rileva Claudio Barsacchi – è particolarmente importante per la popolazione anziana ma non ci sono per loro tariffe agevolate per i biglietti singoli. Le uniche agevolazioni riguardano gli abbonamenti e sono agevolazioni solo per utenticon un Isee  basso. 

Inoltre, per quanto riguarda gli anziani, essi in genere non si spostano tutti i giorni e per loro sarebbe più importante un’agevolazione sul biglietto singolo o quanto meno su un carnet di 10 biglietti. “Per di più – un aumento del 15% (che con l’arrotondamento raggiunge il 17% NDR) appare eccessivo se si pensa che in tre anni le pensioni non hanno avuto incrementi analoghi.  Ma soprattutto – conclude Barsacchi – si dimentica che le fragilità indotte dall’età impongono l’uso del mezzo pubblico e che la maggior parte dei loro spostamenti sono inderogabili”.