Purtroppo un nuovo record del gioco d’azzardo. Come si legge nei dati ufficiali contenuti nel Bollettino statistico, pubblicato ogni trimestre dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
(dm.gov.it/portale/documents/20182/261920304/Bollettino_Statistico_I_Trim_2026.pdf/1683299d-fdc1-500c-8adc-5d5454b74a7d?t=178455987229)
Nel primo trimestre di quest’anno, le somme giocate a raccolta, ha raggiunto l’incredibile cifra di 45 miliardi e 440 milioni, con un aumento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025 quando con 38 miliardi e 755 milioni era già stato record.
Come si legge nel Bollettino, a contribuire alla crescita, è soprattutto l’azzardo online, che troviamo sotto la voce “altri giochi” e che ha raggiunto i 23 miliardi e 172 milioni rispetto ai 20 miliardi e 253 milioni del 2025.
E cresce quanto i giocatori perdono. Si è arrivati a 5 miliardi e 713 milioni rispetto ai 4 miliardi e 484 milioni del primo trimestre del 2025.
Nel relativo articolo di Avvenire, (cfr. https://www.avvenire.it/attualita/lazzardo-senza-freni-puntati-45-miliardi-in-tre-mesi_111295) si legge che, come sottolineano associazioni e organizzazioni del mondo “no slot” commentando questi dati preoccupanti, sono soldi soprattutto di giocatori patologici e di soggetti più poveri e fragili.
Sempre Avvenire, riporta il commento di don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Cei, il quale rileva che «È un gran brutto segnale. Da una parte c’è la questione del perché del gioco, che c’entra col tema della speranza. Quali motivi oggi abbiamo di sperare, anche di riuscire a cambiare e elevare la propria condizione? In una fase di stasi dove non è possibile fare “salti”, si spera in qualcosa di immaginario come la fortuna. C’è poi il tema, collegato a un livello di cultura sociale molto bassa, legata al senso e al valore del denaro. Penso infine a forme estreme di solitudine, l’azzardo è spesso un modo per ripiegarsi su se stessi, segnala una crisi».
E don Armando Zappolini, portavoce della Campagna Mettiamoci in gioco,. osserva che più aumentano la precarietà e la povertà, più l’attrazione dell’azzardo è forte, illudendosi che un colpo di fortuna sistemi tutto.
Ebbene, dai dati e dalle relative analisi sopra riportate, si capisce che è il momento di un cambio di mentalità. Non è con un colpo di bacchetta magica che si può migliorare la vita, ma ritrovando fiducia e speranza attraverso l’impegno e anche attraverso la richiesta di un welfare adeguato ai tempi che dia sostegno alle fasce sociali più deboli e allontani le insicurezze, i timori di non farcela a tirare avanti.
E anche i media devono fare la loro parte. Mi piacque la dichiarazione di quel Sindaco che mentre tutto il paese festeggiava una vincita milionaria disse: “ricordatevi che per uno che vince ce ne sono molti che si rovinano”.
Dovrebbe essere una considerazione da tenere sempre presente. Anche attraverso inchieste, reportages. I dati sopra riportati, ad esempio, dovrebbero essere commentati nei vari talk show televisivi.
Inoltre, sono indeboliti i consigli e gli avvertimenti contro l’azzardo se poi, non appena c’è una vincita milionaria si vedono servizi tv con gente che brinda e fa festa (per un ignoto vincitore che nemmeno conoscono…. tanto forte è il gusto della vincita!). E i cartelli di dimensioni cubitali dove si annuncia che c’è stata una vincita sono più efficaci di ogni spot che intende contrastare l’azzardo.