Riprendiamo e sintetizziamo dal Comunicato dell’ufficio stampa del Consiglio regionale quanto ha detto l’Assessora alla Sanità, e politiche sociali Monia Monni nell’audizione in Commissione Sanità del Consiglio regionale avvenuta mercoledì 16 settembre, per per fare il punto in merito alle politiche sanitarie e sociosanitarie in Toscana, con particolare attenzione alle strategie dei prossimi mesi e anni.
L’assessora Monni ha sottolineato come ci si trovi davanti a un periodo di grande difficoltà e trasformazione del sistema sanitario regionale. “C’è un sottofinanziamento strutturale del fondo sanitario, mentre i bisogni crescono rapidamente, principalmente a causa dell’invecchiamento della popolazione – ha detto l’assessora -. Siamo più anziani, più poveri e meno coesi e a questo si aggiunge la difficoltà a reperire medici e infermieri. Dobbiamo quindi per forza operare una trasformazione del sistema che risponda ai bisogni con meno soldi e personale, e per superare la separazione tra sanitario e sociale”.
Uno sforzo enorme, ha proseguito Monni, è stato fatto con i fondi del Pnrr per far partire 70 case di comunità e gli ospedali di comunità. “Ora bisogna lavorare affinché queste realtà crescano, aderiscano alla realtà in cui sono inseriti, diventino portali comunicanti e dialoganti con le altre realtà, ospedali, pronto soccorso, rsa, farmacie, continuando a potenziare l’assistenza sul territorio e domiciliare per ridurre gli accessi al pronto soccorso”.
Necessario anche lavorare per l’ottimizzazione della rete ospedaliera. “Tutti non possono fare le stesse cose – ha sottolineato -. Su questo ci sono resistenze territoriali, ma bisogna far capire che siamo in un passaggio stretto, se non si prende questa strada il sistema pubblico non è capace di reggere”.
Due i temi su cui Monni ha posto particolare attenzione. Il primo, l’invecchiamento della popolazione, che necessita di un modello nuovo. “Oggi le Rsa sono insufficienti e inaccessibili economicamente per molti, ed esiste poco altro. Servono altre risposte, oltre a riorganizzare il sistema delle rsa, per accompagnare gli anziani”. Il secondo tema è quello della salute mentale, soprattutto nell’adolescenza, preadolescenza e infanzia. “I numeri sono agghiaccianti e quella è la fascia di popolazione più preziosa” ha detto l’assessora, che ha riportato il grido di allarme del Meyer, dove i ricoveri sono superiori ai posti letto.
“Dobbiamo aumentare i posti anche se il vero obiettivo è ridurre questo tipo di ricoveri. Parallelamente dobbiamo creare dei percorsi per questi ragazzi quando escono, perché le comunità terapeutiche offrono risposte insufficienti oppure vengono rimandati a casa. Serve una risposta intermedia multidisciplinare e dobbiamo fare prevenzione, coinvolgendo tutti quei luoghi che sono punti di ritrovo per intercettare i segnali di disagio”.