La nascita di Venere di Botticelli è notoriamente l’icona del Rinascimento tanto che oggi la sua effigie compare anche sui gadget, sulle magliette (e sulle monete dell’euro da 10 centesimi).

E’ opinione prevalente che la Musa ispiratrice di questo dipinto (come anche della altrettanto celebre Primavera) sia stata Simonetta Cattaneo Vespucci, una giovane donna dalla bellezza ineguagliabile. Tant’ è vero che La sans par (la senza pari) era il motto (in francese antico) sullo stendardo di Giuliano de’Medici suo fervente ammiratore, e probabilmente innamorato. Ma anche Lorenzo il Magnifico era fra i suoi estimatori.

Proprio per questo nel rapporto con i Medici e per essere stata ritratta da celebri pittori (oltre a Botticelli anche Ghirlandaio e Benozzo Gozzoli) Simonetta Cattaneo ha avuto una parte significativa nell’età d’oro della Firenze medicea con alcuni risvolti enigmatici ancora non chiariti.

E quando la storiografia non offre certezze, dai romanzi storici si ricavano talora possibili chiavi interpretative. E’ il caso de “La Diva Simonetta – la sans par” (Aiep Editore), di Giovanna Strano che si lega alle sue indagini su artisti, storici e letterati ma è, appunto, un romanzo coinvolgente che coglie risvolti nascosti, a cominciare da quelli velati nelle opere d’arte. Ne abbiamo parlato con l’autrice-

Anzitutto un profilo di Simonetta Cattaneo Vespucci.

Una giovane donna, morta prematuramente all’età di ventitré anni nel 1476, decantata in vita per la sua bellezza e celebrata per la gentilezza d’animo. Simonetta è al centro della società fiorentina del tempo, amata da Giuliano e da Lorenzo de’ Medici, ma anche da altri personaggi come Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici e dallo stesso Botticelli.

E nel suo romanzo Botticelli ha un particolare rilievo.

La figura del maestro emerge nitida nel romanzo, che delinea la personalità poliedrica e frizzante dell’artista, di cui Simonetta è musa ispiratrice, al punto che il pittore esprimerà il desiderio di essere sepolto ai suoi piedi alla sua morte.

Quale il soggetto più celebre che potrebbe essersi ispirato a Simonetta Cattaneo?

La “Nascita di Venere” è uno dei soggetti più famosi di Botticelli, che il pittore ha riprodotto in vari formati e contesti. Ce ne parla lo storico Giorgio Vasari nelle sue Vite, secondo cui il pittore fiorentino: «Per la città in diverse case fece tondi di sua mano, e femmine ignude assai, delle quali oggi ancora a Castello, villa del duca Cosimo, sono due quadri figurati l’uno Venere che nasce, e quelle aure e venti che la fanno venire in terra con gli Amori…» (Vite, Volume 3).

Possiamo dire che il romanzo ha anche risvolti inediti e per certi versi enigmatici della vita di Simonetta Cattaneo?

Dai miei studi è emerso un quadro dove ogni tessera del mosaico ha delineato la storia della ragazza che ho voluto narrare nel romanzo, immergendo il lettore nella Firenze del tempo, con attenzione ai costumi, alle usanze, agli eventi. Nell’opera di ricerca sono stata aiutata molto dalla copiosa produzione letteraria che narra di questa donna; così ho deciso di introdurre ogni capitolo con dei passi letterari o documentari che, in qualche modo, svelano dettagli in merito a Simonetta.

Il panorama che ne è venuto fuori è strabiliante e ci mostra la realtà della Firenze rinascimentale dell’epoca di Lorenzo il Magnifico, costellata da personaggi illustri che sono poi passati alla storia come grandi artisti e filosofi.