“Si sente dire spesso fatti non parole. Ma noi come esseri umani siamo fatti di parole. E le parole fanno tantissime cose.” Inizia così il recente libro di Giuseppe Antonelli –Parola per parola. Etimi, storie e usi del lessico– (Il Mulino ottobre 2025). 

Antonelli, docente di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia, sottolinea che le parole, oltre a consentirci di comunicare, creano realtà, influenzano i nostri pensieri, condizionano le nostre emozioni e le nostre  azioni.

Questo lo troviamo in ognuna delle centocinquantotto storie di parole affidate qui a firme autorevoli e organizzate in sezioni tematiche: dalla ricca e intramontabile eredità delle lingue classiche agli scambi con le altre grandi lingue di cultura; dalle parole nuove o legate a mode effimere a quelle antiche che nel frattempo sono uscite dall’uso; dai modi di dire alle voci oscure dei gerghi e delle terminologie tecniche.

Insomma, nelle parole troviamo la sostanza di cui è fatta la nostra storia. Ne citiamo alcune a titolo di esempio: perché si dice far vedere i sorci verdi?  Da dove deriva l’appellativo secchione?  Perché una notizia falsa viene definita Bufala?  E perché la paura viene detta in modo colloquiale (e un po’ scherzoso) fifa o spaghetto? 

Perché diciamo marinare la scuola  o  andare  a tutta birra?  E quanti significati ha assunto il termine bidello nel corso dei secoli: dall’antica Roma ai tempi nostri.

Di tutti i termini una spiegazione dettagliata, anzi un racconto che risale alle radici, svelando l’origine, il contesto sociale, i sensi stratificati nel tempo, le parentele nascoste.. Così anche per i termini dialettali o gergali come sgamare o burino, caciara, pizzino, scialla.

Nei vari capitoli troviamo titoli evocativi. Parole di tutti i giorni: lessico comune e familiare. Vestigia classiche: il nostro greco e latino quotidiano. Vocaboli migranti. prestiti da altre culture. Modismi, gergalismi, regionalismi, espressioni colloquiali. Il vecchio e il raro: parole arcaiche, inconsuete, tecniche o letterarie. 

Giuseppe Antonelli insegna Storia della lingua italiana all’Università di Pavia; collabora con il «Corriere della Sera» ed è ospite fisso della trasmissione «Splendida cornice» in onda su RaiTre. Questo libro fa seguito a «La vita delle parole» (2023).

Tra i suoi precedenti libri: «Il museo della lingua italiana» (2018), «Il Dante di tutti. Un’epopea pop» (2022) e «Il mago delle parole» (2025). Con il Mulino ha pubblicato anche «Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato» (2010) e «L’italiano nella società della comunicazione 2.0» (2016).