Tra i più recenti campioni de L’eredità, il preserale di Rai1, Paola Caselli, fiorentina di Pontassieve, che ha al suo attivo nove presenze e che è arrivata alla fatidica “ghigliottina” per tre sere di seguito. Abbiamo parlato con lei di questa esperienza e questa conversazione ci aiuta a conoscere meglio “dall’interno” il programma che ogni sera tiene milioni di italiani incollati ai teleschermi.
L’ L’eredità, è il game show più longevo della televisione italiana (ed ha sempre un alto share grazie al format caratterizzato da varietà e dinamismo delle prove che i concorrenti devono affrontare e grazie al conduttore Marco Liorni e alle simpatiche “professoresse”.
Iniziamo con la domanda standard. Con che spirito ha vissuto questa esperienza?
Con molta curiosità, entusiasmo e con un sano “spirito agonistico”: ovvero, il mio modo abituale, in fondo, di affrontare il lavoro e più in generale la vita. È stata davvero, al di là, del vincere o meno il premio finale, un’esperienza straordinaria, bellissima, anche sul piano umano: staff, conduttore e concorrenti piacevolissimi.
Un’esperienza che le ha riservato un bel successo… se lo aspettava?
No: francamente non credevo. Non immaginavo di riuscire ad arrivare quasi sempre ai 100 secondi, il gioco che precede quello finale, e tre volte di fila alla “ghigliottina”, sfiorando la vittoria. Credevo di venire eliminata prima! E poi, devo dire…Fa un certo – e per quanto mi riguarda, positivo ! – effetto essere riconosciuti in paese e sentirsi, come nel mio caso, molto sostenuti da colleghi, datori di lavoro, conoscenti.
Occorre un mix di conoscenze, di logica e intuizione…. Un po’ come quando si risolve un cruciverba o un rebus?
Sì, il meccanismo è molto simile. Ci sono giochi più basati su intuito e “casualità”, come ad esempio il “c’è o non c’è” iniziale e “la scossa”, e giochi invece più culturali, o logici, come la “ghigliottina”, o i duelli a eliminazione diretta di riempimento rapido di parole, avendo a disposizione solo poche lettere, come le “scalate”. Specialmente in queste devo dire che l’essere un’avida lettrice e un’appassionata di enigmistica e cruciverba mi ha aiutata.
Quale delle prove le è sembrata più ardua?
Sicuramente i “100 secondi”, il duello finale che decreta chi potrà accedere alla “ghigliottina”: sembrano eterni, dopo quasi due ore di registrazione in piedi e tanta adrenalina. Soprattutto, noi concorrenti possiamo solo sentire le domande: non le vediamo scritte sui monitor. Molto difficile anche la “ghigliottina”: si arriva abbastanza provati, emozionati, e trovare nessi logici fra 5 parole in 60 secondi scarsi è davvero tosto.
Quale consiglio ai prossimi concorrenti?
Non darsi mai per vinti e non andare nel panico: alle “scalate”, ho visto farcela persone che avevano meno di un secondo di tempo, mentre l’altro magari, per trovare una parola, ne aveva 10. E allenarsi: fare cruciverba, rebus, sciarade; leggere molto, e di tutto, aiuta moltissimo. Vivendo questa esperienza il più possibile con leggerezza e spontaneità.
Momenti clou del programma sono “le scalate” Agonismo nei “duelli” ma anche un rapporto amichevole?
Per quanto mi riguarda, senz’altro, e sinceramente, sì: con almeno tre concorrenti è nato un rapporto di amicizia reale; ci mandiamo messaggi di frequente e ci stimiamo e sosteniamo a vicenda. E credo davvero che questa sia “la vera vittoria”…Oltretutto stiamo già pensando a partecipare, insieme, a nuovi quiz! Non molliamo…tentar non nuoce!