Sono numerose le questioni che la Fap Acli dovrà affrontare nei prossimi mesi in campo socio sanitario, anche mediante specifiche iniziative sul territorio e attraverso un confronto con la Regione e le strutture territoriali come Usl e SdS.
Iniziamo dalle Case della Comunità che sono state definite il cuore della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale ed avviata con i fondi del PNRR. Ma adesso è il momento di specificare quali funzioni saranno loro assegnate, quali le risorse umane e le risorse economiche, in che misura saranno previsti medici specialisti, infermieri, strumentazioni per analisi e per esami medici (come ad es. ecografie radiografie tac, Rmx)
quali saranno i rapporti con altri fondamentali servizi sanitari come il medico di famiglia, la guardia medica, gli ospedali e che ruolo avranno le Società della salute e quali saranno le attività di prevenzione.
Proprio la prevenzione, è un altro punto rilevante per il nostro sindacato Anziani e Pensionati. In coerenza con l’innalzamento dell’età e delle aspettative di vita, il limite di età per gli screening oncologici, è stato alzato ma non a sufficienza ed in modo troppo “rigido”. Ovvero si dovrebbero prendere in considerazione varie fragilità e fattori di rischio e intendiamo affrontare concretamente tale questione con proposte specifiche.
C’è inoltre il grave problema della spesa farmaceutica che ha superato i 25 miliardi (report del 5/5/2026 dell’Agenzia nazionale per il farmaco) per il SSN, tanto che si parla di una possibile revisione del prontuario.
Noi della Fap Acli chiediamo che la eventuale revisione non sia in senso restrittivo, perché l’impennata appare ancora più gravosa per i farmaci che sono a totale carico dell’assistito, e gli importi delle pensioni non sono più sufficienti a rispondere alla necessità di farmaci che sono a totale carico, ma che sono egualmente necessari, spesso indispensabili.
Quindi la eventuale revisione, dovrebbe caso mai accogliere nuovi farmaci, tra quelli per cui si paga “solo” il ticket e non l’intero importo.
Infine, sui temi sociali, occorre far fronte alle prospettive che riguardano l’assistenza agli anziani, sia per il settore badanti e assistenti domiciliari, sia per la necessità di ripensare il concetto stesso di abitare, mettendo al centro la persona, la qualità della vita e la permanenza nel proprio ambiente domestico il più a lungo possibile. E su questo torneremo con un prossimo articolo.