Un best seller che arriva al cuore della più grande delle domande: Dio esiste?

Per quasi cinque secoli si sono accumulate scoperte scientifiche che hanno suggerito che

fosse possibile spiegare l’Universo senza la necessità di un Dio creatore.

(Emblematici il meccanicismo del materialismo settecentesco, il materialismo dialettico)

Inaspettatamente, si legge nel recente libro “Dio. La scienza, le prove. L’alba di una

rivoluzione“ di Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonnassies (Sonda Edizioni 2024) – il

pendolo della scienza ha oscillato nella direzione opposta. 

Bolloré e Bonnassies rilevano, infatti, che Solo 100 anni fa tutti gli scienziati pensavano

che l’Universo fosse eterno e stabile, mentre oggi sappiamo che ha avuto un inizio, avrà

una fine, è in espansione e proviene da un Big Bang.

Dopo aver definito cosa sia una prova nella scienza e le implicazioni delle due tesi

opposte dell’esistenza o meno di un Dio creatore, il libro che ha già segnato uno

straordinario successo di vendite affronta le scoperte scientifiche degli ultimi 150 anni,

che hanno portato a una vera rivoluzione concettuale.

Un libro ponderoso, di oltre 600 pagine ma al tempo stesso che si legge bene, grazie

Anche alla prosa piana e all’ articolazione in diversi segmenti che affrontano le varie

problematiche. Ad esempio la teoria del Big Bang, come si sia affermata dopo le

persecuzioni subite dallo stalinismo e dal nazismo e l’ostilità di numerosi scienziati. Gli

autori analizzano e sottopongono a stringente critica un rilevante numero di teorie

alternative, per poi giungere a dimostrare la fondatezza ormai largamente accettata del

Big Bang.

A questo punto, dopo aver affrontato la questione della “nascita” dell’universo gli autori

arrivano al cuore della più grande delle domande: Dio esiste?

Si aggiunge anche il concetto di “fine-tuned Universe” (“universo finemente accordato”)

ovvero l’ipotesi che occorrono alcune costanti affinchè si verifichino la condizioni che

consentono la vita e se una mancasse o fosse differente, non ci sarebbe, appunto,

possibilità di sviluppo della vita.

In un linguaggio accessibile a tutti, gli autori offrono un’affascinante panoramica delle

prove scientifiche dell’esistenza di Dio. Vengono così portate alla luce evidenze razionali

convergenti, in campi indipendenti, che gettano una luce nuova sulla questione, forse,

decisiva.

Esplorando le prove scientifiche e metafisiche della presenza divina nell’Universo ci

offrono una prospettiva avvincente sulla natura del divino e sulle evidenze che

suggeriscono l’esistenza di un’intelligenza superiore che permea l’Universo.

Un libro certamente controverso ma ricco di argomentazioni, che ci guida in un viaggio

affascinante alla scoperta del Sacro e dell’Infinito.

Nel libro troviamo tre tipologie di argomento che qui riassumiamo attraverso i titoli dei

capitoli. Una parte introduttiva in cui si parla dell’alba di una rivoluzione e delle

implicazioni delle due teorie contrapposte «esiste un Dio creatore» e «l’Universo è

esclusivamente materiale»

Poi, Le prove legate alla scienza che ha fra i principali argomenti La morte termica

dell’Universo: storia di una fine, prova di un inizio – Poi una “Breve storia del Big Bang” e

l’esame di ipotesi alternative al Big Bang. Si analizzano le prove convergenti di un inizio

assoluto dell’Universo, si parla del romanzo nero del Big Bang – Quindi Il principio

antropico, o le straordinarie regolazioni dell’Universo e la discussione sul multiverso:

Per arrivare a prime conclusioni. Poi si affronta il tema “Biologia: il salto vertiginoso

dall’inerte al vivente”, Per domandarsi con molte citazioni in che cosa credono gli

scienziati, In che cosa credeva Einstein? – In che cosa credeva Godel?

Si arriva, infine a Le prove esterne alla scienza Le verità umanamente inaccessibili della

Bibbia – Chi può essere Gesù – Il popolo ebraico: un destino oltre l’improbabile – Fatima:

illusione, inganno o miracolo? – Tutto è permesso? – Le prove filosofiche al contrattacco –

Le ragioni per credere alla non esistenza di Dio secondo i materialisti fino alle conclusioni

di segno opposto ovvero l’irrazionalità del materialismo.