Caro Brunello, che brutto colpo è stato apprendere che così, all’improvviso, ci hai lasciati! Anche oggi sembra di averti con noi mentre parliamo di Buti, delle Acli, del loro periodico Il Campanile, di cui sei stato un componente “di punta” del Comitato di redazione, e soprattutto del “nostro” Palio, una delle tue grandi passioni.
Come tuo cugino acquisito ho avuto l’opportunità di conoscerti da vicino, di apprezzare il tuo carattere positivo, sempre affabile, dote rara in un mondo sempre più arcigno e aspro. Insieme alla tua lunga attività lavorativa nella Piaggio e poi passione per il giornalismo e la capacità di descrivere, di raccontare come ho spesso letto sul Campanile.
Ricordo in particolare quando venisti a trovarmi, nella Sede Rai di Firenze, per far conoscere il Palio di Buti e ricordo che proprio la tua cortesia, la tua capacità d’instaurare relazioni, riportò un successo. Nella Sede Rai si prese conoscenza e si imparò ad apprezzare questo importante evento (uno dei Pali più importanti d’Italia, dopo quello di Siena ovviamente) cosa che non ero riuscito a fare io, forse perché non ero così coinvolto ed entusiasta. Fatto sta che grazie alla tua venuta furono mandati per la prima volta un redattore e una troupe per trasmettere il Palio di Buti sul TG Rai Toscana.
Riporto questo episodio per ricordarti così, con il tuo entusiasmo e il tuo spirito d’iniziativa. Il giorno del funerale c’erano tutte le contrade con le insegne del Palio noi tutti butesi eravamo lì con te. Ma il cordoglio è stato unanime anche in altre parti della Toscana, a cominciare da Siena.
Sarai sempre nei nostri ricordi. E come parente, voglio sottolineare il tuo senso della coesione familiare sia all’interno della tua famiglia, ma anche della nostra ampia cerchia familiare dove, come accade soprattutto nei piccoli centri, la parentela non è solo un legame genealogico ma è senso di appartenenza e affetto.
Gabriele Parenti